STUDIO
 MARRA - GALLO 

Assistenza legale e tecnica integrata nei settori civile, penale e tributario. 

Competenza, professionalità ed innovazione al servizio dei vostri diritti.

PROFESSIONISTI

Studio Marra – Gallo

Lo Studio Marra – Gallo offre assistenza legale e tecnica integrata, garantendo un approccio multidisciplinare orientato alle esigenze del cliente.

Avv. Nicola Marra
Fondatore dello Studio, patrocinante dinanzi alla Corte di Cassazione e alle Magistrature Superiori, si occupa di diritto penale, diritto civile e diritto tributario. Impronta la propria attività a una difesa puntuale e rigorosa, orientata alla tutela concreta dei diritti della persona.

Avv. Roberta Gallo
Fondatrice dello Studio, si occupa di diritto civile e diritto tributario. Presta particolare attenzione alle esigenze dei clienti, offrendo un supporto completo e qualificato.

Avv. Rosalinda Pelaggi
Collaboratrice dello Studio, opera prevalentemente nell’ambito del diritto civile e tributario, garantendo un approccio attento e personalizzato alle necessità dei clienti.

Ing. Domenico Marra
Consulente tecnico di riferimento dello Studio, opera nei diversi settori dell’edilizia e collabora attivamente alla risoluzione di contenziosi civili e penali di natura urbanistico-edilizia.

AVV. NICOLA MARRA

TITOLARE DELLO STUDIO

Si occupa di diritto civile, diritto penale e diritto tributario.

 

AVV. ROBERTA GALLO

TITOLARE DELLO STUDIO

Si occupa di diritto civile, diritto tributario, assistenza legale - notarile.

 

ING. DOMENICO MARRA

CONSULENTE TECNICO 

DELLO STUDIO

Si occupa di edilizia, valutazioni immobiliari, perizie tecniche e consulenze per cause civili, penali e tributarie.

COLLABORAZIONI

Lo Studio legale Marra-Gallo vanta da anni una collaborazione continuativa e qualificata con lo Studio Legale Pelaggi, con sede in Genova alla Via Sestri 9D/2, 16154 (GE)

AVV. ROSALINDA PELAGGI  

TITOLARE DELLA STUDIO 

Si occupa di diritto civile e diritto tributario. 

Avv. Nicola Marra

L’Avvocato Nicola Marra, fondatore dello Studio Legale Marra – Gallo, svolge la professione forense con serietà, dedizione e un approccio sempre attento alle esigenze del cliente. Nato il 21 agosto 1983 e iscritto all’Albo degli Avvocati di Catanzaro dal 2012, ha costruito negli anni un percorso professionale solido e articolato, che lo ha portato a diventare patrocinante dinanzi alla Corte di Cassazione e alle Magistrature Superiori, nonché mediatore civile e commerciale e difensore abilitato sia d’ufficio sia presso il Tribunale per i Minorenni.

La sua esperienza si è formata attraverso un lungo e costante lavoro sul campo. Dopo gli anni di pratica in diversi studi legali tra Roma e Catanzaro, durante i quali ha collaborato in modo pieno ed effettivo alla gestione di fascicoli, redazione di atti e partecipazione alle udienze, ha svolto un periodo di tirocinio presso la Corte d’Appello di Roma – III Sezione Penale, affiancando il Consigliere Cecilia Demma nello studio dei ricorsi in appello, nelle ricerche giurisprudenziali e nella redazione di bozze di sentenza.


Dal 2015 al 2017 ha inoltre ricoperto l’incarico di responsabile del sub-procedimento per la riscossione coattiva dei tributi locali presso l’Unione dei Comuni del Versante Ionico, occupandosi anche delle difese e della rappresentanza in giudizio degli Enti convenzionati in ambito civile, penale e tributario.

Dal 2012 è titolare dello Studio Legale Marra - Gallo, dove svolge in autonomia la gestione della clientela, del contenzioso e delle attività stragiudiziali, facendo crescere nel tempo una struttura moderna e dinamica, condivisa con l’Avv. Roberta Gallo e con collaboratori tecnici interni.

Il suo percorso formativo è caratterizzato da una solida preparazione accademica e da un costante aggiornamento professionale. Dopo la laurea triennale in Scienze Giuridiche conseguita presso l’Università Magna Grecia di Catanzaro, ha ottenuto la laurea specialistica in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma, con una tesi in diritto penale dedicata all’art. 416-bis c.p. e al tema della soglia di punibilità nelle condotte di sostegno esterno alle associazioni mafiose e un diploma alla Scuola di Specializzazione alle Professioni Legali dell'Università "La Sapienza di Roma".

E' specializzato inoltre in diritto tributario con conseguimento finale dell'attestato di Alta Formazione “Dall’accertamento al Processo Tributario” presso la Fondazione Magna Grecia di Catanzaro.

Avv. Roberta Gallo

L’Avv. Roberta Gallo è co-fondatrice, insieme all’Avv. Nicola Marra, dello Studio Legale Marra – Gallo, realtà professionale nata per offrire un servizio legale competente, scrupoloso e attento alle esigenze dei clienti. Laureata in Giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi in diritto tributario, ha sempre affiancato a una solida formazione teorica un costante percorso di aggiornamento professionale.

La sua esperienza si è sviluppata nel corso degli anni attraverso collaborazioni con diversi studi legali, che le hanno permesso di maturare un’elevata autonomia nella gestione del contenzioso, nella redazione degli atti, nelle attività d’udienza e nel rapporto diretto con la clientela. Oltre alla formazione forense, l’Avv. Gallo ha svolto anche la pratica notarile, collaborando con diversi studi notarili: un percorso che le ha consentito di acquisire competenze specialistiche nell’assistenza e nella consulenza relative agli atti notarili, alla contrattualistica immobiliare e alle successioni.

All’interno dello Studio Legale Marra – Gallo, l’Avv. Roberta Gallo si occupa prevalentemente di diritto civile e diritto tributario, settori nei quali offre consulenza e assistenza con rigore, approfondimento e attenzione al dettaglio. È iscritta all’Albo degli Avvocati di Catanzaro ed è abilitata alle difese d’ufficio presso il Tribunale per i Minorenni.

E' specializzata inoltre in diritto tributario con conseguimento finale dell'attestato di Alta Formazione “Dall’accertamento al Processo Tributario” presso la Fondazione Magna Grecia di Catanzaro.

Dotata di spiccate capacità relazionali, organizzative e comunicative, unisce precisione, affidabilità e orientamento al risultato a un approccio empatico e rispettoso nei confronti del cliente. Le significative esperienze maturate nella gestione di attività complesse hanno ulteriormente rafforzato le sue doti di coordinamento e di lavoro di squadra.

Professionista seria, preparata e scrupolosa, l’Avv. Roberta Gallo rappresenta oggi una figura di riferimento all’interno dello studio, offrendo un supporto legale competente e completo, anche nelle situazioni che richiedono particolare attenzione agli aspetti tecnici, formali e documentali.

Avv. Rosalinda Pelaggi

L’Avv. Rosalinda Pelaggi esercita stabilmente la professione forense con particolare specializzazione in diritto civile, recupero crediti, procedure esecutive immobiliari e presso terzi. 

Titolare dello Studio Legale Avv. Rosalinda Pelaggi con sede a Genova, offre consulenza e assistenza giudiziale e stragiudiziale a privati, condomìni, amministratori condominiali e imprese, occupandosi in particolare di controversie relative alla gestione condominiale, ai rapporti tra condomini, al recupero delle morosità e alla tutela degli interessi patrimoniali.  

Parallelamente all’attività in proprio, collabora da diversi anni con lo Studio Legale Marra Gallo come counselor esterno nei settori del diritto civile e del diritto tributario, distinguendosi per affidabilità, attenzione alle esigenze dei clienti e capacità di individuare soluzioni efficaci e sostenibili. 

Nel corso della propria esperienza professionale ha collaborato con primari studi legali e commerciali a Milano e Genova, occupandosi di contenzioso civile, amministrativo e bancario, nonché di assistenza stragiudiziale in ambito societario e di family office.

In tale contesto ha curato la redazione di verbali dei Consigli di Amministrazione e dei Comitati, la gestione delle convocazioni e dello scadenziario societario e la partecipazione alle riunioni degli organi collegiali di società e fondazioni, sviluppando una solida conoscenza delle dinamiche organizzative e decisionali degli enti. 

Laureata in Giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con tesi in Scienza delle Finanze sull’imposta patrimoniale e l’IMU, ha successivamente frequentato la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università degli Studi di Milano e svolto tirocinio formativo presso la Corte d’Appello di Milano, affiancando i magistrati in procedimenti relativi allo stato della persona, ai diritti della personalità e al diritto societario, occupandosi dell’analisi dei fascicoli, della redazione di ordinanze ex art. 348-bis c.p.c. e di sentenze, nonché dell’assistenza in udienza. 

Completano il profilo spiccate capacità comunicative e relazionali, una naturale attitudine al lavoro in team, al problem solving e alla gestione dei conflitti, unite a un forte senso di responsabilità, a una rigorosa organizzazione del lavoro e al puntuale rispetto delle scadenze; possiede inoltre ottime competenze informatiche (pacchetto Office e principali banche dati giuridiche online) e una conoscenza avanzata e certificata della lingua inglese (A1 – Trinity 7° livello).

Ing.  Domenico Marra

All’interno dello Studio Legale Marra -Gallo opera stabilmente anche lo Studio Tecnico dell’Ing. Domenico Marra. Ingegnere civile laureato presso l’Università “La Sapienza” di Roma, che svolge competenza e professionalità tutte le pratiche necessarie nell’ambito dell’ingegneria civile. 

La presenza dello Studio Tecnico integrato consente allo Studio Marra - Gallo di offrire un servizio completo e interdisciplinare nelle controversie che richiedono perizie e consulenze tecniche, nomina di CTP, valutazioni strutturali, edilizie, urbanistiche e catastali, garantendo un apporto tecnico qualificato in tutte le cause riguardanti l’edilizia, le distanze legali, le servitù, i confini e le irregolarità costruttive. 

Ing. Domenico Marra (08/06/1987), iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catanzaro dal 2015, ha sviluppato nel tempo un percorso professionale solido e strutturato, maturando esperienza sia in ambito pubblico che privato.

La sua formazione professionale nasce da una costante attività sul campo, avviata attraverso collaborazioni con diversi studi tecnici e supportata dall’esperienza pluriennale del padre, Geom. Umberto Marra, figura di riferimento conosciuta in tutto il comprensorio.

Dal 2017 collabora stabilmente con lo Studio Legale Marra – Gallo, affiancando alla libera professione attività di supporto tecnico-legale. Si è specializzato in interventi di miglioramento e adeguamento sismico su edifici pubblici, opere idrauliche e fognarie ed opere infrastutturali oltre che nella redazione di pratiche edilizie (SCIA, Permessi di Costruire, CILA), offrendo sempre soluzioni ottimali e personalizzate per le esigenze del cliente.
Svolge inoltre attività di natura tecnica quali pratiche catastali, rilievi e definizione dei limiti di proprietà, nonché la redazione di perizie tecniche. Gestisce in autonomia la clientela, il contenzioso e le attività operative, contribuendo alla crescita di una struttura moderna e dinamica condivisa con l’Avv. Nicola Marra e l’Avv. Roberta Gallo.

Il suo percorso formativo si basa su una preparazione accademica solida e un continuo aggiornamento professionale. Laureato in Ingegneria Civile presso l’Università “La Sapienza” di Roma, è specializzato in Infrastrutture e ha conseguito qualifiche professionali quali il certificato ITACA e l’abilitazione come Coordinatore della Sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione.

Negli anni ha inoltre maturato significativa esperienza nella redazione di perizie di stima immobiliare e consulenze tecniche di parte, con particolare riferimento alla determinazione dei confini di proprietà e alle controversie civili e penali.

Questa sinergia tra competenze giuridiche e tecniche permette di fornire al cliente un’assistenza coordinata, approfondita ed efficace, capace di affrontare ogni esigenza con la massima professionalità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo studio
Marra - Gallo

Situato nel cuore del piccolo e accogliente paese di Cardinale, lo Studio Marra – Gallo si trova in Via Largo Pignara n. 20 al primo piano rialzato di uno stabile comodo e facilmente accessibile.

Un ambiente professionale ma familiare, pensato per accogliere il cliente con discrezione e riservatezza. Gli spazi, sono organizzati per favorire un’atmosfera di confronto sereno e di massima collaborazione tra professionisti e assistiti.

L’obiettivo del team è garantire una consulenza legale-tecnica chiara, competente e orientata alla soluzione dei problemi, con particolare attenzione ai bisogni concreti della comunità locale e del territorio circostante.

Galleria

Missione e Valori

Lo Studio Legale e Tecnico Integrato Marra - Gallo fonda la propria attività su principi di integrità professionale, competenza multidisciplinare e aggiornamento continuo, nella convinzione che la tutela efficace degli interessi del cliente richieda un approccio coordinato tra competenze giuridiche e tecniche.

La centralità del cliente costituisce il fulcro di ogni incarico professionale: l’ascolto attento, l’analisi puntuale delle esigenze e del contesto fattuale, nonché la definizione di soluzioni personalizzate e concrete, guidano ogni fase dell’attività di consulenza e assistenza.

Lo Studio opera attraverso una collaborazione strutturata tra professionisti legali e tecnici, favorendo il confronto collegiale e un’analisi integrata delle problematiche, al fine di garantire strategie chiare, trasparenti ed efficaci, sia in ambito stragiudiziale che contenzioso.

Particolare attenzione è riservata alla prevenzione del contenzioso, alla valutazione preventiva dei rischi e alla ricerca di soluzioni sostenibili, che coniughino rigore giuridico, fattibilità tecnica e tutela degli interessi del cliente.

Lo Studio riconosce il proprio ruolo nella società e svolge la propria attività con responsabilità, indipendenza e impegno per la legalità, promuovendo una cultura del diritto orientata alla correttezza, alla trasparenza e al rispetto dei valori fondamentali dell’ordinamento.

Visione e Metodo di Crescita

Lo Studio opera oggi come una realtà professionale dinamica e strutturata, capace di coniugare la dimensione dello studio di prossimità con un’organizzazione efficiente e multidisciplinare, fondata su collaborazioni professionali selezionate e su un costante investimento in aggiornamento e innovazione.

L’attività si svolge nel solco della tradizione forense, con una piena integrazione degli strumenti del Portale dei Servizi Telematici, del Processo Civile Telematico, del Processo Penale Telematico e del Processo Tributario Telematico, oggi imprescindibili per garantire tempestività, precisione e affidabilità nella gestione delle attività giudiziarie e stragiudiziarie. Lo Studio assicura un utilizzo consapevole e avanzato delle piattaforme telematiche, nel rispetto delle regole tecniche, della sicurezza dei dati e delle evoluzioni normative.

Particolare attenzione è rivolta alla continua formazione dei professionisti dello Studio, costantemente aggiornati sulle innovazioni legislative, procedurali e tecnologiche, nonché sull’evoluzione degli strumenti digitali applicati alla professione forense e tecnica.

In tale prospettiva, lo Studio si avvale anche delle più recenti tecnologie di intelligenza artificiale, impiegate come strumenti di supporto all’analisi, alla ricerca e all’organizzazione del lavoro, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza e la qualità del servizio offerto. Resta fermo, tuttavia, che ogni attività professionale è primariamente fondata sulla competenza, sull’esperienza e sulla responsabilità dei singoli professionisti, cui è sempre demandata la valutazione giuridica e tecnica finale.

Questa impostazione consente allo Studio di affrontare con metodo e competenza le continue trasformazioni del sistema giuridico e tecnologico, mantenendo un approccio concreto, affidabile e rigorosamente orientato alla tutela effettiva degli interessi del cliente.

 

 

 

 

Metodologia

Lo Studio adotta un approccio collaborativo e strutturato, fondato sulla centralità del cliente e su un impegno costante nella gestione di ogni incarico professionale. Sin dal primo contatto vengono garantiti ascolto, attenzione e un’analisi approfondita della situazione personale, fattuale e giuridica di riferimento.

Ogni pratica è affrontata secondo un metodo di lavoro collegiale, che vede coinvolti gli Avv. Nicola Marra e Avv. Roberta Gallo, affiancati, ove necessario, dall’Ing. Domenico Marra, con l’integrazione di competenze giuridiche e tecniche complementari, al fine di assicurare una valutazione completa del caso e la più adeguata tutela degli interessi del cliente.

Lo Studio accompagna il cliente in ogni fase dell’incarico, dalla ricostruzione dei fatti alla definizione della strategia difensiva o consulenziale, adottando soluzioni efficaci, personalizzate e sostenibili, nel rispetto dei principi di rigore, trasparenza e correttezza professionale, con l’obiettivo del miglior risultato possibile.

Perché Scegliere
 Studio Marra - Gallo

Da anni mettiamo al servizio dei nostri clienti un’esperienza solida e multidisciplinare, offrendo supporto legale - tecnico tempestivo, competente e orientato ai risultati. Il nostro team, formato da professionisti specializzati in diverse aree del diritto, affronta ogni incarico con dedizione, cura e una profonda attenzione alle esigenze della persona, garantendo tutela e soluzioni efficaci in ogni fase del percorso.

Richiesta di Consulenze e Pareri 

Gentili visitatori, lo Studio è a vostra disposizione sia per fornire informazioni generali sia per offrire consulenze e pareri legali e tecnici personalizzati. Potete contattarci tramite email o utilizzando il modulo dedicato nella sezione “Contatti” della home page, illustrando in modo chiaro il vostro caso.

Vi invitiamo a formulare le richieste in maniera precisa e completa, poiché domande generiche o poco dettagliate consentono di fornire solo indicazioni di carattere generale, non soluzioni personalizzate.

Quando necessario, sarà richiesto di fornire documenti o informazioni aggiuntive utili all’analisi del caso. Contestualmente, riceverete un preventivo per il parere, proporzionato alla complessità della questione, ai tempi necessari e all’eventuale necessità di approfondimenti giurisprudenziali. 

Il parere sarà redatto e firmato dal professionista incaricato. Qualora desideriate un confronto telefonico, sarà possibile concordare un contatto diretto per ricevere personalmente il parere in forma orale e/o scritta.

Lo Studio garantisce massima riservatezza in conformità alle norme sulla privacy. Se la consulenza non dovesse perfezionarsi, le email e i documenti inviati saranno cancellati. In caso di parere fornito, la corrispondenza sarà conservata per tre anni, salvo diversa richiesta scritta e motivata del mittente. 

Lo Studio si impegna a fornire una risposta entro 15 giorni. Per situazioni urgenti, è possibile contattare direttamente i professionisti e segnalare il quesito.

 

Assistenza e difesa civile

Offriamo supporto completo in tutte le questioni di diritto civile. Lo Studio Legale Marra - Gallo offre un supporto completo e qualificato in tutti i principali ambiti del diritto civile, garantendo ai propri assistiti un approccio multidisciplinare, attento e orientato alla soluzione concreta delle problematiche. L’attività dello Studio comprende la consulenza e l’assistenza in materia di comunione e condominio, locazioni e diritto delle successioni, usucapione, volontaria giurisdizione, nonché in tutto il settore del diritto di famiglia (separazioni consensuali e giudiziali, divorzi, affidamento dei figli, riconoscimento di paternità, tutela dei minori, eredità e donazioni). Lo Studio opera inoltre nelle aree delle obbligazioni, del recupero crediti, della contrattualistica, della responsabilità civile e dell’infortunistica stradale.

Assistenza e difesa penale

Siamo al tuo fianco in ogni fase del processo penale. Lo Studio Legale Marra - Gallo si occupa altresì, in modo specifico e altamente qualificato, di diritto penale, offrendo assistenza difensiva in tutte le fasi del procedimento, dalle indagini preliminari fino ai gradi di giudizio di merito e di legittimità. Lo Studio presta consulenza e difesa in relazione a un’ampia gamma di fattispecie penali, tra cui reati contro il patrimonio quali truffe semplici, truffe aggravate e truffe online, riciclaggio e autoriciclaggio, reati tributari, reati in materia di stupefacenti, estorsioni, reati informatici (tra cui l’accesso abusivo a sistemi informatici), nonché reati associativi, incluse le ipotesi di partecipazione ad associazioni di stampo mafioso e altri delitti commessi con metodo o finalità organizzata.

Assistenza e difesa tributaria

Supporto nelle questioni tributarie per privati e aziende. Accanto a tali competenze, lo Studio offre un’assistenza qualificata anche in materia di diritto tributario, curando questioni relative allo Statuto dei diritti del contribuente, alle imposte sui redditi, all’IRAP, all’IVA, all’imposta di registro, al processo tributario e al relativo sistema sanzionatorio, compresa l’impugnazione delle sanzioni amministrative per presunte violazioni tributarie.

 

 

 

NOTIZIE DAL MONDO GIURIDICO

Guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope: la Consulta lunedì 1 dicembre deciderà le questioni di costituzionalità riguardanti la rilevanza del “periodo temporale di assunzione ed i perduranti effetti di tale assunzione al momento della guida: La prossima settimana, nella Camera di consiglio di lunedì 1° dicembre, la Corte Costituzionale (relatore il dott. Viganò) tratterà le seguenti questioni di costituzionalità riguardanti: 1, 2 e 3) l’articolo 187 del decreto legislativo numero 285 del 1992 (Nuovo codice della strada), come modificato dalla legge numero 177 del 2024, nella parte in cui prevede che è punito “chiunque guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope” in assenza di ogni specificazione in ordine al periodo temporale di assunzione ed ai perduranti effetti di tale assunzione al momento della guida.

Reato di guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti – Previsione che chiunque guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l’arresto da sei mesi a un anno – Denunciata omessa specificazione in ordine al periodo temporale di assunzione e ai perduranti effetti di tale assunzione al momento della guida – Lesione del principio della necessaria offensività della condotta – Disparità di trattamento rispetto al reato di cui all’art. 186 del codice della strada (Guida sotto l’influenza dell’alcool) che sanziona la guida in stato di ebbrezza e quindi in stato di alterazione mentre la previsione censurata prescinde da tale profilo- rif. artt. 3 e 25 Costituzione.

Traffico di influenze illecite: la Cassazione si pronuncia sulla illiceità della mediazione onerosa in assenza di una disciplina organica del lobbismo. Redazione Giurisprudenza Penale [a cura di Lorenzo Roccatagliata]

Cass. pen., Sez. VI, Sent. 13 gennaio 2022 (ud. 14 ottobre 2022), n. 1182 Presidente Criscuolo, Relatore Silvestri

Con la sentenza in epigrafe, la Corte di cassazione, Sezione sesta, si è pronunciata in merito alla fattispecie di traffico di influenze illecite ai sensi dell’art. 346 bis c.p.

Il provvedimento offre una ricostruzione puntuale e completa delle recenti modifiche alla fattispecie e quindi della sua attuale portata. Per tale ragione, se ne riportano di seguito i brani più rilevanti.

Si anticipa che il profilo di maggior interesse riguarda le condizioni per stabilire la liceità o illiceità della cd. mediazione onerosa, in cui l’importo pagato dal privato committente costituisce esclusivamente il corrispettivo per la mediazione illecita promessa dall’intermediario nei confronti del pubblico agente, non essendo nemmeno in parte destinato a quest’ultimo.

Come riportato nel seguito, la Corte ha ritenuto che in assenza di una regolamentazione legale dell’attività dei gruppi di pressione, la illiceità della mediazione in questo caso non può che trarsi dallo scopo dell’influenza, che deve consistere nella commissione di un illecito penale idoneo a produrre vantaggi al committente. Una posizione simile, di recente, è stata espressa da Cass., Sez. VI, n. 40518/2021.

 

 

 

 

ALCUNE MASSIME:

REATO DI TRUFFA ONLINE E MINORATA DIFESA 

In tema di contrattuale, ricorre la circostanza aggravante della minorata difesa nel caso di e contatti intercorsi interamente on line tali da porre l’acquirente in una situazione di evidente debolezza e disparità quanto alla verifica della del prodotto e dell’asserito venditore - Corte di Cassazione, sezione seconda, sentenza n. 38234 del 25 novembre 2025 

 ATTENUANTI GENERICHE E MOTIVAZIONE 

In tema di motivazione della sentenza, gli argomenti spesi sul trattamento sanzionatorio possono fungere da parametro per ritenere aliunde negato, in difetto di contestazioni specifiche della parte, l’accesso alle circostanze attenuanti generiche -Corte di Cassazione, sezione seconda sentenza n. 38224 del 25 novembre 2025

INDEBITA PERCEZIONE DEL REDDITO DI CITTADINANZA 

Integra ugualmente il delitto di omesse / false dichiarazioni finalizzate all’ottenimento del reddito di cittadinanza se viene riscontrata l’ignoranza o l’errore non scusabile circa la sussistenza dei requisitiidel percettore l’erogazione, sebbene asseritamente indotto dal personale del CAF cui si era rivolto e dalle difficoltà di comprensione dovute all'età, alle patologie e al basso livello di istruzione. Conseguente è dell'art 131-bis c.p. -Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 37344 del 17 novembre 2025

REATI CONTRO LA FAMIGLIA 

Violenza in famiglia  Responsabilità genitoriale sospesa per due anni al padre che maltratta la moglie alla presenza dei figli. - Corte di Cassazione, sezione sesta, sentenza n. 33707 del 14 ottobre 2025.

La Cassazione si pronuncia in tema di delitti contro la famiglia e contro la persona e “riappacificazione” tra imputato e vittima -

Cassazione Penale, Sez. VI, 14 gennaio 2026 (ud. 14 novembre 2025), n. 1577
Presidente De Amicis, Relatore Tondin

In tema di delitti contro la famiglia e contro la persona, la sentenza con cui la sesta sezione penale ha affermato che, ai fini dell’individuazione delle esigenze cautelari, il riavvicinamento tra soggetto agente e persona offesa non può essere univocamente inteso alla stregua della massima di esperienza secondo cui sarebbe dimostrativo di una perdurante esposizione di quest’ultima alla condotta abusante, ma dev’essere valutato, piuttosto, come circostanza suscettibile di plurimi significati, non potendo giungersi a diversa conclusione in base alla normativa sovranazionale di cui alla Direttiva UE 2024/1385 del Parlamento europeo e del Consiglio e della Convenzione di Istanbul, ratificata con legge 27 giugno 2013, n. 77, o all’elaborazione della giurisprudenza sovranazionale.

Occorre valutare – si legge nella sentenza –  «la “riappacificazione“, ossia la ripresa dei rapporti tra vittima e imputato maltrattante, cui il Tribunale ha assegnato un significato univoco, senza apprezzamento del caso concreto – appunto come se si trattasse di una massima di esperienza. Certamente non è infrequente che, per le dinamiche della relazione abusante e per lo stato di soggezione in cui versa la persona offesa, il riavvicinamento sia esso stesso effetto di una manipolazione. Non è, ovviamente, una condizione esclusiva dei delitti di violenza di genere, essendo una evenienza possibile in relazione a tutti i reati, tanto che, a taluni fini, il legislatore ne ha disciplinato i possibili effetti».

Indice chiaro in tale senso «è l’art. 500, comma 4, cod. proc. pen., che prevede l’acquisizione al fascicolo del dibattimento delle dichiarazioni precedentemente rese dal testimone, quando vi sono elementi concreti per ritenere che sia stato avvicinato e sottoposto a violenza, minaccia, offerta o promessa di denaro o di altra utilità. La disposizione, di carattere generale, dimostra che i contatti impropri e le pressioni sulla vittima – spesso nascoste dietro apparenti “pacificazioni” o “riavvicinamenti” – sono un fenomeno comune a ogni reato, tanto che, ricorrendo le condizioni ivi previste, consente una deroga al contraddittorio nella formazione della prova».

Nella casistica giudiziaria «si registrano spesso casi di vittime indotte a mostrare pacificazione, a ritrattare accuse, specialmente in riferimento a reati, a parte quello in esame, di criminalità organizzata, di matrice violenta (ritrattazione di denunce di estorsione, dichiarazioni non veritiere di avvenuto risarcimento/riparazione utilizzati per invocare l’attenuante di cui all’art. 62 n. 6 cod. pen)».

Quindi – si legge nella sentenza – «è corretto ritenere che la “ripresa dei rapporti” è una evenienza di fatto, che deve essere apprezzata, laddove ritenuta rilevante, con i consueti criteri di valutazione della prova, potendo essere veritiera o meno, o comunque, pur se vera, indicare il perdurante timore della vittima nei confronti del reo. In casi di acclarata violenza di genere, il successivo riavvicinamento tra autore e vittima è, al pari di quanto avviene in altri contesti criminali, una circostanza suscettibile di plurimi significati interpretativi, non potendo essere univocamente valorizzata né come indice di una perdurante esposizione alla condotta abusante, né, in senso opposto, quale segnale della cessazione della condotta abituale di maltrattamenti. Contrariamente a quanto sostenuto dal Tribunale per il riesame, quindi, non vi è alcuna massima di esperienza in tema di riappacificazione, perché la relazione tra tale accadimento e la sua causa non segue uno schema comune, idoneo ad essere oggetto di generalizzazione».

Si tratta, cioè, «di un elemento cui non può essere ricondotta automaticamente alcuna valenza e che deve, piuttosto, essere calato nel caso concreto e valutato secondo le consuete regole di valutazione dei fatti penalmente rilevanti (ai fini della responsabilità così come ai fini dell’apprezzamento delle esigenze cautelari)».

Diversamente argomentando – conclude la sentenza – «si introdurrebbe una sorta di prova legale e, con una irragionevole semplificazione, ci si sottrarrebbe alle generali regole in materia di valutazione delle prove. Ciò che l’esperienza insegna, per questo caso, è proprio il contrario, ossia che si tratta di situazioni che meritano attenta valutazione in quanto possibile traccia di condizioni opposte, che vanno dalla grave e perdurante vittimizzazione alla falsità delle accuse, per quanto possa essere indiscutibilmente frequente il primo caso, quando la vittima, più spesso donna, sia costretta dalle sue condizioni di vita ad accettare pressioni e condizioni umilianti». Da: Studio Legale Avv. Cristina Perozzi

Perché voterò Sì al referendum sulla giustizia”. Intervista al procuratore capo di Parma D'Avino. “Dai miei colleghi sento dire tante bufale”.

"Al referendum voterò Sì. Da procuratore della Repubblica non vedo nella riforma costituzionale alcun pericolo per l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, in particolare del pm. Dai miei colleghi sento dire tante bufale”. A parlare, intervistato dal Foglio, è Alfonso D’Avino, procuratore di Parma dal 2018, in servizio da 41 anni: è il primo capo di una procura a rompere il fronte del No tra le toghe. “Non solo sono favorevole alla separazione delle carriere, ma ritengo che il sorteggio per il Csm sia la parte migliore della riforma”, dice D’Avino, da tempo iscritto a Magistratura indipendente, la corrente che esprime l’attuale presidente dell’Anm, Cesare Parodi.

Procuratore D’Avino, molti suoi colleghi gridano all’attentato alla Costituzione, sostenendo che la riforma Nordio ridurrà l’indipendenza della magistratura. “Questa è una delle tante bufale, per usare un eufemismo, che vengono raccontate – risponde D’Avino – Non solo il nuovo articolo 104 della Costituzione continuerà a garantire espressamente autonomia e indipendenza alla magistratura sia giudicante sia requirente, ma al capo dello stato sarà attribuita la presidenza di entrambi i Consigli superiori della magistratura. E il presidente della Repubblica costituisce la massima autorità in grado di garantire l’osservanza della Costituzione”. Insomma, “non sta scritto da nessuna parte, ma neanche in prospettiva, che una volta attuata la separazione delle carriere il pubblico ministero finirà sotto l’esecutivo, perché i pilastri normativi che ci sono oggi ci saranno anche domani”, ribadisce il procuratore di Parma, che all’inizio degli anni 90, da magistrato della procura di Napoli, si occupò del filone napoletano di Tangentopoli, che sfociò nell’arresto dell’allora ministro della Sanità Francesco De Lorenzo.

“Anche io all’epoca ero contrario alla separazione – ammette D’Avino – ma sono passati più di trent’anni e sono cambiate molte cose. Intanto una serie di riforme, dalla Mastella alla Cartabia, ha limitato sempre di più i passaggi tra le funzioni, tanto da renderli molto rari. Ma se vogliamo andare alla radice del problema, tenendo conto che si va accentuando sempre di più il criterio della specializzazione nelle varie attività, non ci vedo nulla di scandaloso che ci siano magistrati che si specializzano nel fare i giudici e altri nel fare i pubblici accusatori. E’ questa la direzione impressa dal processo accusatorio introdotto nel 1989. Se vogliamo che il processo si sviluppi come contrapposizione tra parti, in condizioni di parità, di fronte a un giudice, allora non ritengo che si possa gridare allo scandalo per la separazione delle carriere”, afferma D’Avino.

“Il problema è che queste bufale vengono alimentate nel dibattito pubblico. Anche perché poi, per finalità di propaganda, vediamo che all’assemblea dell’Anm vengono chiamati a intervenire giornalisti senza alcuna competenza in ordinamento giudiziario, cantanti e autori di gialli che non fanno che ripetere questo ritornello sul pm che finirà sotto il potere esecutivo. La cosa più corretta che dovremmo fare tutti sarebbe andare a studiare veramente la materia di cui si sta parlando”, prosegue D’Avino.

Sembra che il tasso di propaganda sia invece abbastanza alto. Anche perché, contemporaneamente, si sostiene che il pm rischia di diventare un “superpoliziotto”. “La contraddizione fra questa tesi e quella della sottoposizione del pm al potere politico è lampante”, nota D’Avino. “Anche in questo caso, comunque, siamo di fronte a una banalità. I binari previsti dal codice di procedura penale restano gli stessi, in particolare quelli che prevedono l’obbligo per il pm di raccogliere prove anche a favore dell’indagato e di chiedere il rinvio a giudizio soltanto in caso di ragionevole previsione di condanna. E comunque, se vogliamo essere sinceri, già oggi si registrano casi estremi di pm ‘superpoliziotti’, che tendono a mettere tutti sotto indagine e a fare intercettazioni a strascico. Lo scarso equilibrio nell’esercizio della giurisdizione non dipende certo dalla separazione delle carriere”.

C’è chi sostiene che anche l’istituzione dell’Alta corte disciplinare andrà a indebolire la magistratura. “Anche qui non ci vedo nulla di pericoloso nel fatto che la funzione disciplinare sui magistrati venga affidata a un organo terzo e superiore rispetto al Csm, soprattutto alla luce del generalizzato clima di sfiducia che si è venuto a sviluppare nei confronti della magistratura, soprattutto a causa delle dinamiche correntizie. Proprio su una rivista espressione di una corrente ho letto che la creazione dell’Alta corte violerebbe il principio costituzionale che vieta l’istituzione di giudici speciali. Un’altra sciocchezza, perché si sta semplicemente parlando di organismi chiamati a sanzionare eventuali illeciti disciplinari commessi da magistrati. D’altra parte se, per esempio, esiste un organismo che giudica i notai o gli avvocati sul piano disciplinare, non vedo perché noi magistrati dovremmo gridare allo scandalo”, sottolinea il procuratore di Parma. “C’è anche chi sostiene che la riforma creerebbe un sistema disciplinare squilibrato, perché nell’Alta corte sarebbero presenti solo sei giudici togati su 15 componenti. Ci si dimentica di dire che ai sei giudici si aggiungeranno tre pm, quindi la componente togata resterà maggioritaria (due terzi) rispetto a quella laica eletta dal Parlamento”, aggiunge D’Avino.

Il sorteggio per l’elezione del Csm svilisce il ruolo dei magistrati e dello stesso Csm? “Penso che il sorteggio costituisca la parte migliore della riforma costituzionale. Il gioco delle correnti è ormai sotto gli occhi di tutti. L’Anm e molti colleghi si oppongono al sorteggio sostenendo che in questo modo i magistrati, che costituiscono uno degli organi più importanti dello stato, vengono privati del diritto di esprimere la preferenza su chi debba rappresentarli al Csm. Provocatoriamente rispondo che il legislatore costituzionale si è accorto che noi siamo talmente in grado di esprimere delle preferenze che ha preferito mettere da parte la normale elezione, che porta inevitabilmente al correntismo, e ha preferito introdurre il sorteggio”, dice D’Avino.

“Ricordo, peraltro, che in Italia sono previsti diversi casi di sorteggio di cui nessuno si scandalizza, come quello dei giudici aggregati alla Corte costituzionale nel caso in cui il presidente della Repubblica venga sottoposto a giudizio per alto tradimento o attentato alla Costituzione, oppure quello che riguarda i componenti del Tribunale dei ministri. Per non parlare del sorteggio dei giudici popolari che formano le Corti d’assise e le Corti d’assise di appello. Possibile che si possano sorteggiare, senza che nessuno si scandalizzi, delle persone in grado poi di emettere una condanna all’ergastolo, mentre ci si scandalizza se, in un clima in cui le correnti si sono rese protagoniste di diversi scandali, viene previsto il sorteggio per selezionare i magistrati che devono esprimersi sulle valutazioni di professionalità di altri magistrati o sull’organizzazione degli uffici?”, si chiede D’Avino.

Il procuratore di Parma, da tempo iscritto alla corrente moderata di Magistratura indipendente (la stessa del presidente dell’Anm Cesare Parodi) non fa sconti agli errori commessi proprio dalle correnti negli ultimi decenni (“Il sorteggio ce lo siamo meritato”) e si dice “deluso dall’estrema radicalizzazione del dibattito condotto dall’Anm: ho notato una certa omologazione tra le correnti, che si sono strette tra loro pur di fare battaglia contro la riforma costituzionale”.

“Come magistrati pretendiamo giustamente che altri non facciano invasioni di campo e siamo sempre pronti a stracciarci le vesti ogni volta che qualcuno critica i nostri provvedimenti, tanto da intervenire con le cosiddette pratiche a tutela. Però poi se il legislatore costituzionale fa il suo dovere, ci piaccia o meno, noi lo consideriamo come un’invasione della politica e una lesione della Costituzione. Stiamo facendo passare la Costituzione come un oggetto sacro di venerazione, il che appare strano in un’epoca di desacralizzazione completa. Modificare la Costituzione è diventato quasi un attentato alla Costituzione stessa. Tutto questo è paradossale”, conclude D’Avino.

Ermes Antonucci, Il Foglio, 11 novembre 2025

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